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Universita' “LA SAPIENZA” di ROMA PDF Stampa E-mail

IN OCCASIONE DEL 702mo COMPLEANNO DELL’ISTITUZIONE VOLUTA

DAL PAPA ANAGNINO

PREMIO BONIFACIO A “LA SAPIENZA”
Il riconoscimento è stato ritirato dal Magnifico Rettore Prof. Renato Guarini

Premio Internazionale Bonifacio VIII

III Edizione 2005
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Grande appuntamento con la cultura lo scorso 20 aprile per l’Accademia Bonifaciana di Anagni e l’Università degli Studi La Sapienza di Roma. Infatti, il Magnifico Rettore prof. Renato Guarini ha invitato in occasione del 7020 compleanno dell’Istituzione voluta da Bonifacio VIII, il Presidente dell’Accademia Sante De Angelis, con il Comitato Scientifico, presieduto dal dottor Michele Marino. Come tutti ricorderanno l’Università “La Sapienza” ha compiuto il settecentesimo anniversario nel 2003. Il settecentenario ha offerto una straordinaria occa­sione di riscoperta e di riprogettazione dell’Università, attra­verso eventi culturali, scientifici e celebrativi. “La Sapienza” ha concluso questo percorso con “Buon compleanno Sapienza”, una serata di dibattito e festa aperta anche al pubblico. La prima parte, “702 anni di Sapienza”, ha visto l’introduzio­ne del Rettore, professor Renato Guarini, e l’intervento di docenti che hanno presentato il primo ateneo romano come luogo reale e simbolico, nei suoi intrecci con la Storia e la Città di Roma. E’ seguita la “Festa di compleanno”, uno spettacolo con la partecipazione di Povia, Negramaro, T_tes De Bois in quartetto con Francesco di Giacomo. Con l’occasione èstata distribuita l’edizione 2005 dell’Annuario, che riprende le pubblicazioni dopo sei anni di interruzione. Nell’atrio dell’Aula Magnaè stata poi allestita una selezione della mostra “I luoghi de La Sapienza”, già esposta al Vittoriano, a cura di Marta Calzolaretti.     Bartolomeo Azzaro, Paolo Colarossi, Carlo Giavarini. Nel corso della mani­festazione è stato consegnato dal Presidente Sante De Angelis, al Rettore prof. Renato Guarini, il Premio Internazionale Bonifacio VIII,conferito all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con la seguente motivazione: “Fondata il 20 aprile 1303       da        Papa Bonifacio VIII con l’e­manazione della Bolla di istituzione in Roma di uno Studium generale nel quale compiere studi “in quarum libet scientiae facultatum” affidati a studiosi di ogni nazione. Ha compiuto il settecentesimo anniversario nel 2003. Questo evento ha offerto una straor­dinaria occasione di riscoperta e di riprogetta zio ne dell’Università, attraverso eventi culturali, scientifici e celebrativi, varati anche con la Diocesi di Anagni-Alatri ed il Comune di Anagni rivalorizzando anche l’universale figura del Pontefice anagnino fondatore del primo ateneo romano, rappresen­tato attualmente dal Magnifico Rettore prof. Renato Guarini, come luogo reale e simbolico, nei suoi intrecci con la Storia, la Città e il mondo”. “E’ stato per me un’emozione intervenire nell’Aula Magna de “La Sapienza”, alla presenza del Rettore Magnifico, del Senato Accademico, di docenti, di stu­denti, di colleghi giornalisti - ci ha detto De Angelis - nonché un’enorme soddisfazione per l’Accademia, essere stati ricevuti dal più grande Ateneo d’Italia, voluto espressamente dal nostro Papa Cajetani. La ratio del conferimento del nostro “Bonifacio” sta nel nesso storico che lega non solo virtualmente - ha concluso De Angelis - ma anche culturalmente l’ Ateneo romano ad Anagni”. Il Magnifico Rettore Guarini, dopo aver ricevuto l’ormai prestigiosa scultura del maestro Egidio Ambrosetti, insieme alla sua monografia “Il poeta del bronzo”, ha ringraziato “vivamente l’Accademia per il Premio, con la promessa di venire quanto prima ad Anagni, insieme al Preside di Facoltà di Scienze della Comunicazione prof. Morcellini”, accettando volentieri l’invito del Presidente De Angelis, a visitare i luoghi natii di Papa Bonifacio. Un sen­tito applauso in Aula, quando De Angelis, nel suo intervento, ha voluto ricordare Giovanni Paolo Il di felice memoria, destinatario del “primo Bonifacio” ed inviare allo stesso tempo, l’augurio per l’elezione del Card. Ratzinger, a novel­lo Pastore della Chiesa Universale Benedetto XVI.

Alla Sapienza sarà revocato Premio Bonifacio VIII
12 febbraio 2008 alle 12:25 — Fonte: repubblica.it


A seguito delle contestazioni al Pontefice che hanno portato all’annullamento della prevista visita dello scorso gennaio, l’Università La Sapienza dovrà presto restituire il premio Internazionale “Bonifacio VIII”, un riconoscimento prestigioso intitolato proprio al Papa che fondò l’ateneo. Lo afferma una nota dell’Accademia Bonifaciana di Anagni, che definisce “culturalmente inaccettabile e pretestuoso l’atteggiamento di coloro che dall’autorità della cattedra, hanno esercitato il pur legittimo diritto di critica con tempi e modalità assolutamente discutibili, manifestando ostilità preconcette verso un intervento non ancora pronunciato, ed in tal modo istigando una faziosa e minoritaria ma prepotente assemblea ad annunciare condotte imprevedibili”. “Nei confronti dell’Università La Sapienza di Roma — spiega il presidente Sante De Angelis in un’intervista al sito ‘papanews.it’ — e’ stato emanato il provvedimento ufficiale di biasimo”. Ci sono dunque “gli estremi per una eventuale revoca del Premio Internazionale ‘Bonifacio VIII’ assegnato all’Università, nella persona del magnifico rettore Renato Guarini, nella edizione 2005, per decadimento della motivazione stilata”.

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Intervista al Presidente dell'Accademia Bonifaciana De Angelis:

"...Sospeso il provvedimento di revoca del Premio ‘Bonifacio VIII’

all’Ateneo che respinse il Papa"

di Giuseppe Massari


CITTA’ DEL VATICANO - L’Accademia Bonifaciana di Anagni ha decretato la sospensione del procedimento di revoca del Premio Internazionale Bonifacio VIII conferito all’Università la Sapienza nel 2005. Abbiamo chiesto al Presidente, Sante De Angelis (nella foto), di ricapitolare l’intera vicenda: “Il provvedimento di biasimo era stato emesso dall’Accademia stessa dopo gli eventi concernenti l’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo fondato proprio da Papa Bonifacio VIII che avevano portato il Pontefice Benedetto XVI a rinunciare al suo richiesto intervento augurale. Abbiamo sentito il dovere di dar corso ad una indagine conoscitiva per accertare se vi fosse un decadimento della motivazione con cui era stato assegnato il premio; si è ritenuto pretestuoso e dunque culturalmente inammissibile il comportamento di coloro che dalla ‘autorità della cattedra’ e facendosi scudo del pur legittimo diritto di dissenso, hanno invece palesato ostilità preconcette verso un intervento neppur ancora  pronunciato, ed in tal modo invogliando una faziosa e minoritaria quanto prepotente assemblea ad annunciare condotte imprevedibili”.
Dunque, si è trattato di un episodio ingigantito oppure è il sintomo di qualcos’altro?
“Da qualunque punto di vista si guardi, la questione appare chiaramente per quel che è stato: non un equivoco, non un diritto di critica, ma un puro e semplice atto di antipatia nei confronti di una personalità di cultura, forse prima ancora che di fede, espressamente invitata e poi osteggiata per scatenare una polemica da sfruttare in un misero contesto contingente. In prospettiva, un nuovo attacco gratuito ad un Papa che è difficile contestare attraverso vere argomentazioni. In generale, l’ennesimo atto astioso verso la cultura cristiana, di cui si possono certo indicare anche gli umani errori ma non offuscare il valore sopprimendone la storia e l’enorme patrimonio filosofico, etico, artistico, che è di fatto pilastro evolutivo dell’intero mondo occidentale”.
L’annuncio della probabile revoca del Premio aveva provocato molte reazioni di segno opposto, che ne pensa?
“Sull’argomento si è scritto effettivamente molto in questi mesi. Ovviamente abbiamo tenuto conto di tutto nel nostro studio; devo però sottolineare che in alcuni casi si è raggiunto un livello intellettuale davvero basso: su alcuni blog, ancora presenti in Rete e dunque verificabili, si leggeva che il Papa in persona volesse ritirare questo Premio per ‘punizione’;  si è parlato del solito oscurantismo clericale, qualcuno dava per falsa la notizia, altri si sono limitati agli abituali comuni insulti, banali quanto irriferibili, verso tutto ciò che è vicino alla cultura cattolica; splendida figura hanno fatto alcuni ‘universitari’ che dipingendo i cattolici come una setta di fanatici senza storia hanno tenuto a precisare di vergognarsi del loro ateneo da quando hanno saputo che è di istituzione papale. L’ironia della sorte vuole che questi atti siano di una tale limitatezza intellettuale da apparire presto in tutta la loro abbagliante grossolanità andando a vantaggio di chi si vorrebbe screditare; dunque, alle varie ingiurie pretestuose, che fortunatamente qualificano solo chi le lancia, non è necessario rispondere; vale giusto la pena di chiarire ulteriormente che l’Accademia Bonifaciana, seppur patrocinata moralmente da diversi Dicasteri e Pontifici Consigli della Santa Sede, non è congiunta direttamente allo Stato Vaticano; è una Istituzione Culturale Onlus, intitolata ad un personaggio di grande spessore storico e intellettuale legato alla città di Anagni, il cui impegno culturale è assolutamente trasversale come dimostrano i riconoscimenti assegnati in questi anni a personalità di grande diversità intellettuale e premiate per il loro impegno a vantaggio della collettività”.
Come si è svolta l’indagine conoscitiva?
“Abbiamo raccolto testimonianze, opinioni, abbiamo organizzato diversi dibatti nella Capitale e abbiamo avviato contatti con l’Istituzione Universitaria attraverso il nostro Comitato Scientifico presieduto dal Cardinale Paul Poupard, con il Direttore Artistico, Cesare Marinaci, e con la Giuria per sondare quale fosse il clima ed il pensiero diffuso sull’argomento. Sono stati mesi intensi da questo punto di vista poiché abbiamo ritenuto di procedere con molta cautela facendoci guidare dai fatti e non dall’onda emotiva”.
Quale è stato il risultato?
“Alla luce dei numerosi colloqui con importanti rappresentanti di quel popolo accademico, che davvero può vantare libertà di pensiero e che fortunatamente rappresenta la maggioranza, è emersa nuovamente la pochezza dell’episodio; studenti e docenti raggiunti dai membri del comitato scientifico ed interpellati sull’argomento hanno confermato il pensiero che animava la nostra critica: il Papa è rappresentante spirituale e morale di oltre un terzo della popolazione mondiale, inoltre è figura accademica di enorme spessore riconosciuta ovunque, Capo di Stato, scrittore di immensa cultura, oltre a ciò uomo con il suo diritto di idea e parola; colpisce che sia attaccato ad ogni parola proprio da coloro che si strappano le vesti per le cause più disparate in nome di una pluralità intellettuale spesso solo apparente. Voglio sottolineare che persino qualcuno inizialmente vicino alle posizioni dei contestatori ha riconosciuto che in un certo senso la situazione è ‘sfuggita di mano’. In ogni caso è emersa una verità incontestabile: l’atteggiamento ostile verso la diversità di pensiero e di espressione manifestato in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico rappresenta solo una minoranza che dunque non può compromettere l’immagine di una Istituzione che è vanto per l’Italia nel mondo. Le opere guidate dal senso etico non devono temere torti o ingiurie ed a questo proposito mi viene in mente un pensiero del grande Michelangelo che credo ben riassuma l’episodio e le conseguenti decisioni dell’Accademia: come fiamma più cresce più contesa dal vento ogni virtù che il Cielo esalta tanto più splende quant’è più offesa. Pertanto l’Accademia Bonifaciana, anche in osservanza dell’autentico pensiero cristiano ed in ossequio alle parole di comprensione e riconciliazione pronunciate sull’argomento dello stesso Benedetto XVI, ha decretato la sospensione del provvedimento di revoca del Premio Internazionale Bonifacio VIII 2005 conferito all’Università degli Studi La Sapienza di Roma”.

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L'Accademia Bonifaciana, ha sede presso il palazzo di Bonifacio VIII di Anagni, da tre secoli custodito dalle Suore Cistercensi della Carità, venne edificato nel XII secolo e in origine appartenne alla famiglia dei Conti. Fu abitato da Papa Gregorio IX (Ugolino Conti) che il pri­mo settembre 1230 vi ospitò Federico II...  Leggi articolo

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