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CARDINALE RAFFAELE MARTINO PDF Stampa E-mail

Premio Internazionale Bonifacio VIII

III Edizione 2005

BIOGRAFIA:

Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, è nato a Salerno (Italia), il 23 novembre 1932. È stato ordinato sacerdote il 20 giugno 1957 e ha conseguito la Laurea in Diritto Canonico. È entrato nella diplomazia vaticana nel 1962 ed ha lavorato nelle Nunziature di Nicaragua, Filippine, Libano, Canada e Brasile. Tra il 1970 e il 1975 è stato responsabile della Sezione per le Organizzazioni internazionali della Segreteria di Stato. Il 14 settembre 1980 è stato nominato Arcivescovo titolare di Segerme e Pro-Nunzio in Thailandia, Delegato Apostolico in Singapore, Malaysia, Laos e Brunei, ricevendo l'ordinazione episcopale il 14 dicembre dello stesso anno dalle mani dell'allora Segretario di Stato, Cardinale Agostino Casaroli, nella Basilica romana dei Santi Dodici Apostoli. Nel 1986 ha ricevuto l'incarico di Osservatore Permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite di New York. È stato il terzo ecclesiastico a ricoprire questo alto mandato, dopo Mons. Alberto Giovanetti e l'Arcivescovo, poi Cardinale, Giovanni Cheli. In questa veste ha partecipato attivamente alle maggiori Conferenze internazionali promosse dall'ONU, in particolare a New York (USA) nel 1990 al Summit mondiale sull'infanzia; a Rio de Janeiro (Brasile) nel 1992 al Vertice su ambiente e sviluppo; nel 1994 alle Barbados alla Conferenza sui piccoli Stati insulari in via di sviluppo, e nello stesso anno al Cairo (Egitto) alla Conferenza su Popolazione e Sviluppo; a Pechino (Cina) nel 1995 per la Conferenza sulle donne; a Istanbul (Turchia) nel 1996 a quella sull'Habitat; a Roma nel 1998 alla Conferenza diplomatica dei plenipotenziari per l'istituzione della Corte Penale Internazionale; a New York nel 2000 per il summit del Millennio; a Monterrey (Messico) nel 2002 alla Conferenza sul finanziamento per lo sviluppo. Ancora nel 2002 a Madrid (Spagna) all'Assemblea sugli anziani e, sempre nello stesso anno, a Johannesburg (Sud Africa) alla Conferenza sullo sviluppo sostenibile. Notevole eco poi hanno avuto costantemente i suoi numerosi interventi alle Assemblee dell'ONU dal 1987 al 2002, trattando i più disparati argomenti, dal disarmo allo sviluppo, dalla povertà alla difesa dei diritti dei minori, dalla Palestina ai rifugiati, alla libertà religiosa e alla promozione dei diritti umani. Nel 1991, nell'ambito delle sue funzioni alle Nazioni Unite, ha istituito la «Path to Peace Foundation» allo scopo di sostenere e potenziare le iniziative della Missione della Santa Sede all'ONU. Dopo sedici anni passati alle Nazioni Unite a New York come Osservatore permanente della Santa Sede, è stato chiamato da Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2002 a guidare il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. È succeduto in questo incarico a personalità prestigiose come il Cardinale francese Roger Etchegaray e il compianto Cardinale vietnamita François-Xavier Nguyên Van Thuân. Già all'inizio del mandato ha rivolto il suo interesse alla difficile situazione in Venezuela e al grave conflitto civile in Costa d'Avorio. Soprattutto non ha fatto mancare la sua voce sulla tragica situazione in Medio Oriente. Nel 40° anniversario dell’Enciclica Pacem in terris, durante tutto l'anno 2003, è stato impegnato in numerose sedute di studio, dibattiti e conferenze sull'attualità e sull'importanza dell'Enciclica di Giovanni XXIII. Il 25 ottobre 2004, il dicastero guidato dal Card. Martino ha pubblicato l’atteso Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa. Nel marzo 2005 il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, in collaborazione con diversi Istituti universitari cattolici si è fatto promotore di un Congresso Internazionale in Vaticano per celebrare il 40° anniversario della Costituzione conciliare Gaudium et spes. L’11 marzo 2006, il Santo Padre Benedetto XVI ha accolto la rinuncia presentata, per limiti di età, dall’Em.mo Card. Stephen Fumio Hamao, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, e per ora ha unito la presidenza di detto Consiglio a quella del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Di conseguenza, il Papa ha nominato il Card. Renato Raffaele Martino come nuovo Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Per la sua costante attività in favore delle pacifiche e proficue relazioni tra i popoli, della promozione umana e della cultura, al Card. Martino sono state conferite numerose lauree honoris causa ed onorificenze.

Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 ottobre 2003, Diacono di S. Francesco di Paola ai Monti.
È Membro:

* della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli;
* del Pontificio Consiglio «Cor Unum»;

* dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica;
* della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano



DISCORSO:

Cari amici,

desidero esprimere tutta la mia gratitudine all’Accademia Bonifaciana e al suo infaticabile Presidente il Cav. Dott. Sante De Angelis, per aver pensato alla mia persona nell’assegnazione del Premio Internazionale dedicato al Papa Bonifacio VIII. Voglio subito aggiungere la mia soddisfazione per questa significativo riconoscimento che, oltre alla mia persona, desidero vada anche al Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace che mi onoro di presiedere e che, con la sua quotidiana operosità, collabora con il Santo Padre Benedetto XVI per instaurare nel mondo una cultura della solidarietà sociale, un clima di pacifica convivenza e un più solido contesto internazionale in cui i diritti fondamentali della persona umana vengono promossi e rispettati da tutti. Un grazie particolare anche al Vescovo, Mons. Lorenzo Loppa, e al Sig. Sindaco, Dott. Carlo Noto, che, con la loro presenza, rendono questa circostanza ricca di rimandi alla gloriosa e ricchissima storia civile e religiosa di Anagni, città impreziosita da straordinari monumenti architettonici e da profili culturali, originali e inconfondibili. Città conosciuta per lo schiaffo, ma anche e soprattutto per la perdonanza bonifaciana. Città di pace quindi; città con una forte e radicata vocazione alla pace; città dove si continua a coltivare, con saggezza e generosità, una illuminata cultura della pace. Ne sono prova la presenza di Gruppi di giovani provenienti da molti paesi, che partecipano al Festival internazionale del folklore “Città dei papi… per una cultura della pace “.
Cari amici, in una prospettiva cristiana, la pace è prima di tutto un dono di Dio. Sì, un dono, perché può venirci solo da Dio. «Vi do la mia pace», ha detto il Signore (Gv 14,27). Se non si è capaci di chiederla, ogni sforzo è vano: “invano faticano i costruttori” (Sal 126,1). Più sperimentiamo la nostra impotenza davanti al groviglio di problemi che attanaglia il mondo, più la nostra implorazione a Dio si deve fare insistente. Ma ogni dono è responsabilità: la pace è un dono posto da Dio nelle mani dell’uomo. E una chiamata a diventare costruttori di pace. Tale impegno coinvolge tutti e ciascuno, soprattutto voi giovani, poiché se la guerra può essere scatenata da pochi, la pace esige l’impegno solidale di tutti. Non si deve credere che sia impossibile. Se così fosse Dio non l’avrebbe promessa, né chiederebbe di costruirla. Se si spegne la speranza muore anche l’impegno. Per quest’impegno ognuno deve volgersi anzitutto allo scenario del mondo. È facile vedere che per difendere la pace si continua a creare strumenti di morte. Siamo in un mondo che spende ogni anno centinaia di miliardi di dollari per gli armamenti e in cui tutti i giorni 40.000 bambini muoiono di fame e di malattia. Sono armi che uccidono prima di essere impiegate, perché stornano fondi che potrebbero essere usati per salvare molti dalla morte. Un vecchio principio diceva: «Se vuoi la pace, prepara la guerra». Il grande pontefice Paolo VI l’ha rovesciato così: “Se vuoi la pace, prepara la pace”. Chi può negare il principio cui Gandhi si è ispirato, sigillando con il sangue il suo messaggio: «La violenza è dei deboli, la non violenza è dei forti»? Certo la violenza non è solo quella delle armi. Ci sono mille forme sottili di violenza che degradano il vivere quotidiano. Le abbiamo tutti sotto gli occhi. A questa situazione dobbiamo impegnarci a reagire pacificamente, con i gesti di ogni giorno. L’antica saggezza ha condensato tale impegno in tre massime: Honeste vivere (vivere con onestà) - Alterum non ledere (non danneggiare nessuno) – Suam cuique tribuere (dare a ciascuno il suo). A questa saggezza umana aggiungiamo gli insegnamenti del Vangelo che parla di perdono, di apertura agli altri, di solidarietà con tutti. Tutti siamo chiamati a costruire la pace, in primo luogo attraverso gesti di pace. Ciò va realizzato anche e soprattutto nelle circostanze ordinarie della vita.

Cari amici, grazie ancora e di cuore per questo prestigioso Premio, che accolgo come un segno di amicizia e di incoraggiamento per continuare a lavorare, senza risparmio di tempo e di energie, nel grande cantiere della pace.

Renato Raffaele Card. Martino

Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace

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Vita Accademica

L’Accademia Bonifaciana ricorda con il Card. Ruini, in Vaticano la figura di Mons. Cataldo Naro nel decennale della scomparsa

«L’applicazione fedele della lezione conciliare: una riflessione nel decennale della morte di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Cataldo Naro» a partire dal suo libro «La posta in gioco è alta. Rinnovamento spirituale e riforma pastorale». È questo il titolo della giornata di studio, organizzata dall’Accademia Bonifaciana, in calendario per il prossimo 28 gennaio a Roma. L’evento, curato nei minimi particolari dal Rettore della medesima Istituzione, comm. dott. Sante De Angelis, si celebrerà presso il Pontificio Seminario Minore in viale Vaticano, 42. L’appuntamento si aprirà al mattino alle 9:30 con la solenne concelebrazione Eucaristica nella Cappella Maggiore dei Santissimi Protomartiri Romani, presieduta dal Card. José Saraiva Martins.

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L'Accademia Bonifaciana, ha sede presso il palazzo di Bonifacio VIII di Anagni, da tre secoli custodito dalle Suore Cistercensi della Carità, venne edificato nel XII secolo e in origine appartenne alla famiglia dei Conti. Fu abitato da Papa Gregorio IX (Ugolino Conti) che il pri­mo settembre 1230 vi ospitò Federico II...  Leggi articolo

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