Registrati
CARD. PAUL POUPARD PDF Stampa E-mail

Premio Internazionale Bonifacio VIII

IV Edizione 2006

BIOGRAFIA:
IMG_5529
Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, è nato in Francia, a Bouzillé nella Diocesi di Angers, il 30 agosto 1930. Compiuti gli studi, è stato ordinato sacerdote il 18 dicembre 1954 e subito ha iniziato l'attività di insegnante, senza trascurare l'approfondimento degli studi e l'impegno in campo pastorale. Laureatosi in Teologia e in Storia all'Università della Sorbona, discutendo una tesi riguardante i rapporti tra la ragione e la fede e tra la Chiesa e lo Stato, ed ottenuto il diploma della Scuola di Alti Studi, nella sezione delle Scienze religiose, ha poi ricoperto numerosi incarichi. Tra l'altro, dal 1958 al 1959 è stato addetto del Centro nazionale della Ricerca Scientifica e, dal 1959 al 1971, Officiale della Segreteria di Stato e Cappellano dell'Istituto San Domenico in Roma. In questa veste è stato presente alla solenne apertura dei lavori del Concilio Vaticano II ed ha svolto il suo servizio al fianco di Giovanni XXIII e Paolo VI. Rientrato in Francia, ha ricoperto per dieci anni la carica di Rettore dell'Istituto Cattolico di Parigi, ed il 2 febbraio 1979 è stato eletto Vescovo titolare di Usula e nominato nel contempo Ausiliare dell'Arcivescovo di Parigi.

Ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 6 aprile successivo e nello stesso periodo è stato chiamato a far parte del collegio dei membri della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e del Segretariato per i Non Cristiani. È stato Vice-Presidente della Società di Storia della Chiesa di Francia, Membro del Consiglio Superiore della Scuola pratica degli Alti Studi e dell'Alto Comitato di lingua francese e dell'Accademia delle Belle Lettere, Scienze e Arti di Angers. Questa attività gli è valsa numerosi riconoscimenti come il Gran premio Cardinale Grente dell'Accademia francese, il cavalierato della Legione d'Onore ed altri ancora. Oltre ad essere autore di numerosi saggi, ha collaborato anche alla redazione di diverse e qualificate opere collettive. Ha anche offerto la sua collaborazione con studi ed articoli alle più prestigiose riviste di cultura cattolica nel mondo. Il 27 giugno 1980, quando ricopriva la carica di Ausiliare di Paris, Giovanni Paolo II lo ha promosso Arcivescovo, chiamandolo ad assumere la carica di Pro-Presidente del Segretariato per i Non Credenti alla quale, due anni dopo, ha assommato quella di Presidente del Comitato Esecutivo del neo costituito Pontificio Consiglio per la Cultura. Creato Cardinale, dal 27 maggio 1985 è stato Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo con i non Credenti fino al 4 aprile 1993, quando il suddetto è stato fuso con il Pontificio Consiglio della Cultura.  Dal 19 aprile 1988 al 3 settembre 2007 è stato Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. L’11 marzo 2006, il Santo Padre Benedetto XVI, al fine di favorire un dialogo più intenso fra gli uomini di cultura e gli esponenti delle varie religioni, ha unito la presidenza del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso a quella del Pontificio Consiglio della Cultura, nominando il Card. Poupard Presidente anche del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, fino al 25 giugno 2007.  È stato Presidente delegato alla seconda Assemblea speciale per l’Europa del Sinodo dei Vescovi (1-23 ottobre 1999).

Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 25 maggio 1985, del Titolo di Santa Prassede (fino al 29 gennaio 1996, della Diaconia di S. Eugenio).
È Membro:

*
delle Congregazioni: per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; per l'Evangelizzazione dei Popoli; per l'Educazione Cattolica;

* dei Pontifici Consigli: per i Laici; per la promozione dell'Unità dei Cristian



DISCORSO:

SALUTO

DI SUA EMINENZA REVERENDISSIMA

IL SIGNOR CARDINALE PAUL POUPARD

PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA E

DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

ALLA CERIMONIA DI CONSEGNA

DEL PREMIO INTERNAZIONALE BONIFACIO VIlI
Anagni, Sala della Ragione, 16 settembre 2006



Eccellenza Reverendissima

Signor Sindaco

Signor Presidente

Autorità tutte

Signore e Signori

1 – E’ un onore e un privilegio, oltre che una grande gioia, trovarmi qui questa sera con Voi, per ricevere questa insigne onorificenza: il Premio Internazionale Bonifacio VIII, conferitomi dalla illustre Accademia Bonifaciana. I saluti e le belle espressioni gratulatorie a me indirizzate da Lei, Eccellentissimo Mons. Loppa Vescovo della Chiesa di Anagni-Alatri, da Lei Dottor Noto Sindaco di questa Città e da Lei Dottor De Angelis Presidente dell’Accademia, uniti all’accoglienza di tutte le Autorità, del suggestivo Corteo Storico dalla Diocesi dei Marsi, della Banda delle Forze Armate e all’affetto e alla simpatica cordialità di tutti i Cittadini, mi commuovono e mi dispongono l’animo a sinceri sentimenti di gioia e di riconoscenza. Grazie dal più profondo del cuore! Illustri Ecclesiastici e Laici, Premi Nobel e personalità della cultura e della vita politica e sociale, mi hanno preceduto su questo palcoscenico, insigniti di così alto riconoscimento, intitolato ad un Papa fondatore di due prestigiose università, quella di Avignone nel 1300 e quella di Roma il 20 aprile 1303. Questo mi onora ancor più e mi offre l’occasione per un ricordo particolarmente grato e commosso al primo e più eminente tra i premiati, il Servo di Dio Giovanni Paolo II - già Cittadino Onorario di Anagni dal 31 agosto 1986 -, che venticinque anni fa mi chiamò a Roma per creare il Pontificio Consiglio della Cultura, nella convinzione dell’importanza per la Chiesa di raggiungere gli uomini nella loro cultura. Infatti non c’è cultura se non quella dell’uomo, mediante l’uomo e per l’uomo, con la sua intelligenza e affettività, la sua ricerca di senso, i suoi costumi e riferimenti etici. La cultura ci è così connaturata che la nostra natura non ha volto se non quando si realizza nella propria cultura (cf. PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA, Per una pastorale della cultura, Città del Vaticano 1999, n. 2).

2 - La suggestiva cornice storica e artistica dei Palazzi e della Piazza che ci ospitano, corona degnamente la speciale occasione in cui mi viene consegnato questo riconoscimento: il 703° Anniversario della Perdonanza Bonifaciana, con la speciale esposizione della “Bulla Indulgentiarum”, proveniente dalla Diocesi dei Marsi, di Papa Bonifacio VIII, per la prima volta in assoluto esposta al pubblico. Ci troviamo in un luogo memorabile - tutti ricordiamo dai manuali di storia i fatti successi in questa Città, in particolare il famoso episodio passato alla storia come lo schiaffo di Anagni” (7 settembre 1303), ricordato anche dal sommo poeta Dante Alighieri nella sua Divina Commedia (Purgatorio, XX, 86-90). Anagni, soprannominata Città dei Papi, ha dato infatti i natali a ben quattro pontefici - Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII -, ma già prima rivela testimonianze di una storia antica: dagli originari Ernici e le antichissime prove dell’uso della scrittura, ai romani con le tracce della loro civiltà, visibili nei resti murari - di epoca serviana e risalenti al II secolo a.C - costituiti da grandi blocchi di travertino a formare imponenti arcate. E soprattutto del medioevo Anagni conserva le testimonianze più suggestive, tra le quali sono sempre nell’ammirazione della splendida Cattedrale del secolo XII, con i suoi stupendi pavimenti cosmateschi, e al di sotto la sua singolare cripta che merita davvero di essere chiamata la “Cappel1a Sistina del Medioevo” con i suoi affascinanti affreschi del secolo XI. E lo sguardo si allarga, sempre affascinato, al Palazzo di Bonifacio VIII, al Palazzo Comunale e agli Arcazzi di Piscina. Sono tutte testimonianze plurisecolari di armoniosa interazione tra storia e cultura, fede e genio artistico, impegno civile e sociale, prova millenaria di integrazione sinfonica fra tradizioni culturali e religiose, e foriera di frutti nuovi e inaspettati. La storia, irrigata dalla linfa del Vangelo, forza viva per la costruzione della città dell’uomo, diventa fertile di novità, ma soprattutto ci impegna, oggi, a seminare nel terreno fondo della ricerca e del dialogo, dell’incontro e del rispetto reciproco, per dare un volto sempre più umano alle nostre città, e costruire insieme una civiltà che sia sempre più la civiltà dell’Amore.

3 - Noi viviamo attualmente in una società pluriculturale e plurireligiosa, ma anche, purtroppo, segnata dalla violenza e da una incessante strumentalizzazione delle appartenenze etniche, delle culture e delle religioni. La pace e la concorde convivenza tra uomini di provenienza culturale e religiosa diversa sono divenute fragili e richiedono un atteggiamento determinato di dialogo tra fede e culture differenti. Ci troviamo tutti davanti ad una prima grande sfida: imparare a esercitare il rispetto gli uni verso gli altri, con l’impegno di tessere legami di amicizia con gli appartenenti ad altre culture e tradizioni religiose. E cammino irrinunciabile, per chiunque abbia a cuore le sorti dell’umanità, coltivare l’incontro in uno spirito di stima reciproca, di fiducia e di amicizia. Una seconda sfida ci attende: dare impulso ad una collaborazione più grande per creare una società più pacifica e armoniosa. Ciò significa, concretamente, battersi per la promozione della dignità di ogni persona attraverso l’impegno per la giustizia. Prima di essere un problema politico, la pace è un atteggiamento di cuore - come ho sperimentato il 4 e 5settembre ad Assisi durante l’Incontro “Per un mondo di pace. Religioni e culture in dialogo” - a vent’anni dal primo storico incontro voluto dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, con una profetica intuizione di fronte al profilarsi all’orizzonte dei cosiddetti “scontri di civiltà e di religioni”. Nei dialoghi intensi e cordiali avuti con tanti uomini e donne di cultura e di religione diverse, sia in colloqui amichevoli sia nelle sessioni ufficiali di lavoro, posso sperimentare che il cammino della pace comincia nel nostro cuore, con il controllo degli impulsi disordinati delle passioni e con una opera di educazione, una vera e propria pedagogia della pace. Nel nostro cuore, infatti, si sviluppano sentimenti che nutrono la pace o, al contrario, la minacciano, la indeboliscono, ed anche la soffocano. Il nostro cuore, peraltro non dimentichiamolo, è il luogo degli interventi di Dio. Pertanto accanto alla dimensione “orizzontale” dei rapporti con gli altri uomini, di fondamentale importanza si rivela la dimensione “verticale” del rapporto di ciascuno con Dio, nel quale tutto ha il suo fondamento (cf.BENEDETTO XVI, Lettera al Vescovo di Assisi in occasione del XX Anniversario dell’Incontro Interreligioso di preghiera per la pace, 2 settembre 2006).

4 — Il grido di Paolo VI al Palazzo dell’ONU, nel 1965, risuona ancora oggi e ci scuote con tutta la sua drammatica verità “Non gli uni contro gli altri, non più, non mai… non più la guerra, non più la guerra! La pace, la pace deve guidare le sorti dei popoli e dell’ intera umanità” (Discorso alle Nazioni Unite, 4 ottobre 1965, n. 5). Cari amici, abbiamo tutti una grande responsabilità di fronte all’attuale “disordine mondiale”. Esso rischia, infatti, di compromettere alla radice la pacifica convivenza tra popoli e culture nel quadro di un condiviso diritto internazionale, ispirato al rispetto delle esigenze della verità, della giustizia, della solidarietà. Siamo tutti consapevoli di quanto il cammino verso la pace sia difficile e talvolta umanamente duro. Perciò siamo tutti davvero impegnati, uomini e donne, credenti, non credenti e indifferenti, in una determinata ed efficace azione educativa alla pace, tra persone di diverse culture e religioni, imperniata sull’accoglienza reciproca, il dialogo, su l’amicizia. Questa pedagogia è di primaria importanza soprattutto verso le giovani generazioni. Tanti giovani nel mondo, purtroppo, sono educati a sentimenti di odio e di vendetta, entro contesti ideologici in cui si coltivano i semi di antichi rancori e si preparano gli animi a future violenze. Abbattiamo tali steccati e favoriamo l’incontro! A questo scopo, il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso che il Santo Padre Benedetto XVI mi ha chiesto di presiedere unitamente al Pontificio Consiglio della Cultura - curerà un incontro di dialogo, di preghiera e di formazione alla pace per giovani cattolici e di altre provenienze religiose, per aiutarli a cogliere il senso della verità e la possibilità di attingerla. Sono piccoli gesti concreti per fissare appuntamenti di pace sull’agenda della famiglia umana, incontrarci nello spirito di San Francesco, conoscerci e apprezzare le ricchezze gli uni degli altri.

5 - Eccellenza, Signor Sindaco, Signor Presidente, Autorità tutte, Cari Amici di Anagni mentre rinnovo a tutti la mia gratitudine per avermi conferito il Premio Internazionale Bonifacio VIII, desidero esprimervi un augurio: la Chiesa che è in Anagni, la Città di Anagni, in tutte le sue espressioni storiche, imprenditoriali, culturali, sociali, politiche e di volontariato, l’Accademia Bonifaciana e tutti i cittadini continuate, con la vostra creatività e impegno, a promuovere gli autentici valori umani e cristiani, e a edificare un mondo più giusto e fraterno, in cui le civiltà si incontrano, dialogano, si rispettano reciprocamente e insieme costruiscono una autentica cultura della pace. Grazie.

 

Condividi
 

Vita Accademica

L’Accademia Bonifaciana ricorda con il Card. Ruini, in Vaticano la figura di Mons. Cataldo Naro nel decennale della scomparsa

«L’applicazione fedele della lezione conciliare: una riflessione nel decennale della morte di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Cataldo Naro» a partire dal suo libro «La posta in gioco è alta. Rinnovamento spirituale e riforma pastorale». È questo il titolo della giornata di studio, organizzata dall’Accademia Bonifaciana, in calendario per il prossimo 28 gennaio a Roma. L’evento, curato nei minimi particolari dal Rettore della medesima Istituzione, comm. dott. Sante De Angelis, si celebrerà presso il Pontificio Seminario Minore in viale Vaticano, 42. L’appuntamento si aprirà al mattino alle 9:30 con la solenne concelebrazione Eucaristica nella Cappella Maggiore dei Santissimi Protomartiri Romani, presieduta dal Card. José Saraiva Martins.

Condividi
Leggi tutto...
un_lasapienza_roma

universitacassino_fr

150 anni unita_italia

stato maggiore difesa_italiana

stato maggiore della difesa

ordinariato Militare_Italia

ordine_costantiniano

unifil

operaPadrePio

 

istituto

la Nostra Sede

L'Accademia Bonifaciana, ha sede presso il palazzo di Bonifacio VIII di Anagni, da tre secoli custodito dalle Suore Cistercensi della Carità, venne edificato nel XII secolo e in origine appartenne alla famiglia dei Conti. Fu abitato da Papa Gregorio IX (Ugolino Conti) che il pri­mo settembre 1230 vi ospitò Federico II...  Leggi articolo

Copyright © 2017. www.accademiabonifaciana.eu. Designed by A. Raggi

Box

Registrati

*
*
*
*
*

Fields marked with an asterisk (*) are required.