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INTERVISTA A MONS. LUIGI BELLOLI PDF Stampa E-mail

Monsi­gnor Luigi Belloli, Vescovo Emerito di Anagni-Alatri e già Delegato per i Seminari d’Italia, compie oggi 80 anni, il quinto genetliaco che festeggerà fuori dalla “sua” adorata ed indimenticabile Chiesa diocesana, che per undici anni ha retto come intelligente ed infaticabile Pastore.
Sarà nella sua Inveruno, alle porte di Milano, con i suoi famigliari ed il parroco del paese, di cui lui si definisce umilmente “il vice”. Anche, se non ha più il “governo” attivo della diocesi, don Belloli, come ama farsi chiamare dai suoi concittadini, nonostante l’80° candelina, è ancora pieno di impegni pastorali, celebrando messe e pontificali, predicando esercizi spirituali e  così via, aiutando spesso e volentieri il Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano nei suoi obblighi di Pastore. “Vi ho sempre nel cuore tutti e ciascuno – ci ha detto telefonicamente – e vi ringrazio per l’affetto sincero e filiale che avete nei miei confronti… Vi assicuro che Anagni e tutta la sua Chiesa, ha un ricordo giornaliero nelle mie preghiere. Del resto, sia pure come emerito, ossia come chi non esercita più l’ufficio, ma ne conserva l’onore, manterrò ancora il nome di Vescovo di Anagni-Alatri…Questa mia vita fino alla morte e dopo la morte continuerà ad appartenere a voi!”. Così tutta la comunità diocesana al gran completo, con in testa il suo successore Monsignor Lorenzo Loppa, vuole nuovamente esprimergli gratitudine, un “grazie” sincero e commosso. Lo abbiamo intervistato per fargli ovviamente gli auguri e con l’occasione gli abbiamo rivolto anche alcune domande alle quali, con la sua solita cor­dialità, non ha mancato di rispondere.
Eccellenza, cosa ha fatto la diocesi durante il suo mandato Episcopale per i giovani?
“Da parte mia c’è stata una grande simpatia ed una sincera amicizia, che talvolta mi è parso di vedere ricambiata. Certo, non posso dire di averli conosciuti tutti e me ne rincre­sce, ma sin dall’inizio del mio ministero proprio i giovani sono stati al centro del mio cuore e questo penso sia facil­mente intuibile. C’è stata la realizzazione del Centro giova­nile “Piergiorgio Frassati” in Via San Paolo ad Anagni, per fare un punto di aggregazione e di ritrovo distensivo. Uno dei problemi, infatti, credo che siano gli spazi concreti per ritrovarsi, ma risolti questi, ci vogliono pure dei motivi per stare insieme. Quando passavo in macchina per la città mi capitava di vederne tanti: sor­ridenti, scherzosi, innamorati, nullafacenti, annoiati, distratti. Quello che c’è di comune die­tro il volto di ognuno è il desi­derio di vivere al massimo. Ma spesso questa attesa rimane frustata”.
Lei, fino a pochi anni fa è stato anche il Delegato per i Seminari d’Italia, quindi la persona più informata per rispondere a questa nostra domanda: quali sono le ragioni della fuga dalla vita sacerdotale?
“Una prima ed immediata ragione è di carattere demografico: di fatto oggi, le famiglie sono molto meno numerose di un tempo ed allora le possibilità diminuiscono enormemente. Accanto a ciò c’è da fare una considerazione più ampia che è relativa alla nostra società. Come è noto si vive oggi in un contesto di secolarizzazione che è scomparsa dall’orizzonte di Dio e dei valori religiosi. E’ così normale che si perda il gusto per tutto ciò che va al di la dell’immediato e richieda una ricerca seria ed un impegno esigente. Al contrario è più facile lasciarsi vivere cogliendo quello che ogni giorno offre senza grosse mete ed obiettivi ideali. Non è certo colpa dei giovani se il clima che si respira tende a smorzare di volare più in alto, ma di sicuro ne sono le vittime più numerose. Voglio però concludere con una nota positiva: va crescendo, e ciò anche a motivo di una minore presenza di sacerdoti, un laicato sempre più maturo e consapevole del suo ruolo all’interno della Chiesa e della società civile”.
Eccellenza, in questi giorni, si ricorda il primo centenario della morte del nostro Leone XIII, secondo lei, quale è il messaggio lasciato da questo papa all’uomo ?
“Papa Pecci, il pontefice della questione sociale, di fronte alla moltitudine dei proletari, prende uno di loro, lo colloca in mezzo all’umanità e dice: questo proletario e un uomo, una persona libera; è figlio di Dio; la sua dignità - non dimenticatelo - è cosa sacra. “A nessuno è lecito violare impunemente la dignità dell’ uomo, di cui Dio stesso dispone con grande rispetto ...” (R. N. 32). E’ l’intuizione fondamentale della dottrina sociale cristiana: prima l’uomo! Per questo anche l’attuale papa Giovanni Paolo II afferma che “la chiave essenziale” per risolvere la questione sociale è l’uomo, l’uomo del lavoro. E che “l’errore fondamentale del socialismo e di carattere antropologico”. Esso infatti considera il singolo uomo come “una molecola dell’organismo sociale”, mentre e una “persona”, soggetto autonomo di decisione morale, il quale costruisce mediante tale decisione l’ordine sociale” (Centesimus Annus, 13). Il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro; se così non fosse, l’uomo ritornerebbe ad essere schiavo!”.
Monsignore, qual è la vocazione di Anagni?
“Abbiamo patrimoni artistici ed ambientali veramente preziosi e talvolta inestimabili un po’ dappertutto nel nostro territorio e in particolare ad Anagni. Sarebbe delitto trascurare i primi e deturpare i secondi. L’antico non può diventare vecchio o, peggio, fatiscente. Le bellezze naturali devono essere rispettate ed amate come il giardino di casa. Anche a questo riguardo sono lieto di constatare che ci si sta movendo con crescente alacrità, non senza incontrare problemi, ma con la volontà di risolverli nel miglior modo possibile. Mi piace pure attestare encomiabile e fattiva sensibilità da parte di Istituzioni private.Tuttavia non è mai inutile osservare che lo sviluppo del nostro territorio, delle nostre città e dei loro abitanti richiede principalmente spirito di iniziativa. Ai responsabili civili ed ecclesiastici darne chiaro esempio e stimolarla con pazienza e decisione tra i cittadini. A questo proposito sono lieto di constatare l’emergere di una più viva sensibilità da parte dei cittadini e di una crescente attenzione da parte dell’autorità. Ma non si raggiunto ancora il livello desiderato. Anzi pare che, a riguardo dell’assetto della Città, si privilegino criteri più immediatamente sociologici che profondamente culturali. Certamente, non vanno sottovalutati i primi, ma se Anagni perdesse la sua nobilissima immagine che le viene dalla storia e dall’arte non sarebbe più Anagni e si andrebbe incontro anche ad una ulteriore decadenza economica. Forse non si riflette a sufficienza che il turismo oggi, è una risorsa probabilmente più importante delle attività industriali, che per altro non vanno trascurate. Occorre proseguire alacremente su questa linea, tenendo anche presente che il flusso turistico, che in questi ultimi anni - spe­cialmente per merito del rilan­cio della cripta del Duomo - ha conosciuto un non piccolo incremento... diven­terebbe una opportunità civile ed economica di notevole dimensione».
E qual'è la sua identità?
“A sua volta l’identità di Anagni, se è principalmente e ineludibilmente nel suo cuore, che è appunto il centro storico, tuttavia non vi si esaurisce. Anche le borgate - Osteria della Fontana, Pantanello, S. Bartolomeo, S. Filippo, Tufano e i Monti - stanno assumendo o dovrebbero assumere un ruolo sempre più importante.
In verità, queste realtà periferiche si sentono trascurate e in parte lo sono. Ma - a mio parere - ciò non dipende, almeno principalmente, da negligenza, quanto piuttosto da mancanza di un progetto organico. Forse non si è ancora presa sufficiente coscienza che Anagni è diventata ormai una città complessa e composita. In essa possiamo distinguere un centro di grande valore artistico con il suo immediato territorio, una zona industriale di notevolissimo interesse e una serie di aree che, oltre ad essere adibite all’agricoltura, come lo sono attualmente, potrebbero divenire splendidi parchi naturali, con attrezzature ricettive, ricreative, culturali e sportive, che potrebbero conferire all’antica e nobile Anagni un volto giovanile e moderno”.
Eccellenza, grazie ed ancora tanti Auguri!!!
Sante De Angelis

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