Stipulata la convenzione tra l’Accademia Bonifaciana ed il Ministero della Giustizia
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E’ stata stipulata la nei giorni scorsi la convenzione tra l’Accademia Bonifaciana ed il Ministero della Giustizia, ai sensi del Disegno Legislativo del 28 agosto 2000 e del Decreto Ministeriale del 26 marzo 2001, consistente che il Giudice di Pace può applicare, su richiesta dell’imputato, la pena del lavoro di pubblica utilità, con la prestazione di attività non retribuita in favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato.

A firmare l’atto il Cavaliere Sante De Angelis, in quanto Presidente della Accademia Bonifaciana ed il giudice Tommaso Sciascia in qualità di Presidente del Tribunale di Frosinone. L’ente anagnino nella stipula della convenzione ha acconsentito che presso di sé, in un anno cinque condannati alla pena del lavoro di pubblica utilità, prestino la loro attività non retribuita in favore della collettività, con le seguenti prestazioni: attività di supporto alla segreteria accademica; raccolta e distribuzione di viveri e materiali di prima necessità per aiuti umanitari in Italia e all’estero; supporto all’organizzazione di eventi socio-culturali pianificati dall’Associazione. “Un atto estremamente importante – ha dichiarato soddisfatto il Presidente Sante De Angelis – che imprime ancora una volta alla nostra Istituzione serietà e competenza sociale elargita nell’arco dei dieci anni di proficua attività su tutto il territorio nazionale ed internazionale, basti pensare alle missioni umanitarie in Libano e Kosovo in collaborazione con il Coi Difesa. La convenzione con il Ministero della Giustizia suggella questo decennale di fondazione e da testimonianza ufficiale che l’Accademia Bonifaciana è un Ente non solo di filo religioso e culturale, ma pure di utilità sociale che ha dato prova alle Istituzioni repubblicane che esiste davvero sul territorio e non solo sulla carta, come molti altri. La Bonifaciana, essendo stata individuata come associazione in cui si potrà svolgere un’attività a favore della società – ha concluso -  potrà venire incontro a tanti giovani (in particolare a quelli  che hanno infranto il Codice della Strada) che invece della pena detentiva e pecuniaria potranno sostituirla con quella del lavoro di pubblica utilità e quindi essere reinseriti in modo pulito nel contesto della Società Civile. Ringrazio sentitamente l’Uepe di Frosinone per la fattiva collaborazione e per questa straordinaria occasione che ci è stata data”.
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