Registrati
SALUTO DI SUA EM. REV.MA CARD. JOSE’ SARAIVA MARTINS PER LA GIORNATA DI STUDIO “L’APPLICAZIONE FEDELE DELLA LEZIONE CONCILIARE” IN ONORE ED IN MEMORIA DI S.E. REV.MA MONS. CATALDO NARO ARCIVESCOVO DI MONREALE PDF Stampa E-mail

ruini

Eminenze Reverendissime,
Eccellenze Reverendissime,
Senatori, Delegati ed Accademici tutti,
Graditi Ospiti ed amici,
è con grande onore e gioia che ho accettato a presiedere – quale Presidente Onorario e Patrono Spirituale dell’Accademia Bonifaciana - alla giornata di studio «L’applicazione fedele della lezione conciliare»: una riflessione nel decennale della morte di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Cataldo Naro, che abbiamo voluto ricordare anche con la celebrazione della Santa Messa, a partire dal suo libro: La posta in gioco è alta. Rinnovamento spirituale e riforma pastorale, edito dal Centro Studi Cammarata - Edizioni Sciascia 2016, voluta fortemente dall’Accademia Bonifaciana di Anagni, presieduta dal Rettore Presidente Commendatore Dottor Sante De Angelis, che ringrazio sentitamente per lo zelo e la diligenza con cui ha voluto organizzare il tutto.

Così come il mio grazie va a Sua Eccellenza monsignor Franco Croci, Presidente del nostro Comitato Scientifico e a Sua Eccellenza monsignor Antonio Ciliberti, Presidente Vicario del Senato Accademico. Il mio abbraccio affettuoso e paterno, va di nuovo, al fratello dell’Arcivescovo Cataldo, il professor don Massimo Naro, tra le altre cose, insigne docente di Teologia sistematica presso la Facoltà Teologica di Sicilia a Palermo, Direttore del Centro Studi sulla Cooperazione “Cammarata” di San Cataldo e Vice Presidente del Comitato Scientifico della Bonifaciana, che ritirerà, al termine di questo convegno, il Premio Internazionale Bonifacio VIII, nostro massimo conferimento accademico “alla memoria” del suo venerato fratello. Un fraterno saluto mi sia concesso di rivolgere ai confratelli Cardinali presenti, legati da amicizia e da reciproca stima con don Aldo (così veniva chiamato dai suoi amici): il Cardinale Arcivescovo metropolita emerito di Palermo Salvatore De Giorgi, che lo ordinò Vescovo e ne celebrò le esequie e il Cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo metropolita emerito di Palermo, che all’epoca dell’episcopato di monsignor Naro (2002 – 2006) era Nunzio Apostolico in Italia e a San Marino. Un fraterno saluto al relatore di questa giornata di studio, Sua Eminenza il Cardinale Camillo Ruini, già Vicario del Papa per la Diocesi di Roma e Presidente emerito della Conferenza Episcopale Italiana, che ebbe don Aldo come stretto collaboratore, infatti lo chiamò a svolgere i servizi di consulente per il progetto culturale della Cei, membro del consiglio di amministrazione del quotidiano Avvenire e del comitato scientifico delle Settimane sociali. Un sacerdote ed un grande teologo apprezzato da tutti gli addetti ai lavori, in primis dallo stesso Papa Giovanni Paolo II (poi santo) che lo chiama all’episcopato, come arcivescovo di Monreale, e soprattutto da Papa Benedetto XVI. Don Naro non interpreta però la nomina vescovile come il compimento di un cursus honorum ma come un tempo nel quale abbracciare ancor più profondamente e definitivamente la croce, come «occasione» per perdere la propria vita e non per salvarla (Mt 16,25), per darsi e farsi tutto a tutti (1 Cor 9,22), fino alla fine. Il suo governo episcopale, dura poco meno di quattro anni ma è di grande fecondità: dal 14 dicembre del 2002, giorno della sua ordinazione episcopale al 29 settembre 2006, giorno della morte, Cataldo Naro compie la visita pastorale, la riorganizzazione delle parrocchie, due lettere pastorali, convegni per catechisti e insegnanti di religione, un progetto pastoral-pedagogico destinato ai più giovani per aiutarli a maturare la disponibilità a resistere cristianamente alla mafia, dialogo con l’islam, e tanto altro ancora. Nelle parole del motto episcopale, come ha scritto il professore e teologo Giovanni Chifari: la cifra di quanto aveva personalmente sperimentato nella fede: «Mi ricorderò delle misericordie del Signore» (cf. Is 63,7), espressione che richiama il grande amore e la grande bontà di Dio, la sua compassione e il sollievo offerto nelle tribolazioni, le stesse da lui sofferte nel corpo e nello spirito. È ricordandosi del Signore, infatti, che è possibile rinnovare l’incontro con Lui. Dirà all’amico padre Vincenzo Sorce: «Ricordati sarai sempre accompagnato dalla croce per seminare speranza tra i poveri». Nell’esercizio del ministero appare disponibile verso tutti ma lascia trasparire quell’inevidenza del discepolo, ormai matura, fatta di umiltà, povertà e nascondimento. L’ultima fatica di immediata e convinta risonanza ecclesiale nazionale, quella della vicepresidenza del comitato preparatorio a Verona 2006, che si aprì nel ricordo commosso del vescovo Naro e della sua amata e apprezzata collaborazione, decisiva per dare volto al convegno. La storia di Cataldo Naro è la vicenda di un uomo che ha amato la sua Chiesa. Della vita della Chiesa, lo storico Naro, ci dice ancora Chifari, è stato cantore attraverso le categorie della verità, della bellezza e della santità ma anche esigente censore, in modo profetico, a riguardo dei ritardi e delle carenze. Ma tutto sempre nel segno dell’amore. Nella consapevolezza che, come amava ripetere Naro, Dio non ci abbandona, ha misericordia di noi, si ricorda di noi, come noi di Lui e in questa reciprocità «c’è un appuntamento che Dio fissa per ogni generazione […] e al quale non possiamo mancare».

Auguro quindi a tutti una buona giornata di studio, nel ricordo di questo indimenticabile Pastore. Grazie!

sante
Condividi
 

Foto Gallery

News

XII Corteo. Bulla a Cerchio (AQ)


Nel Comune marsicano di Cerchio, in provincia di L’Aquila, si è svolto nei giorni scorsi, il XII Corteo Storico che ha rievocato la “Bulla Indulgentiarum” di Bonifacio VIII (1300). Sono stati presenti all’evento – organizzata con precisione dall’Amministrazione Comunale cerchiese – i due Vice Presidenti del Consiglio della Regione Abruzzo,  il Presidente della Provincia aquilana Stefania Pezzopane, il Vicario Generale della Diocesi dei Marsi mons. Domenico Ramelli ed oltre trenta delegazioni di Comuni con rispettivi Gonfaloni. Tra gli interventi previsti ed attesi, quello del Presidente dell’Accademia Bonifaciana di Anagni Cav. Sante De Angelis, che ha partecipato all’evento, insieme al Gonfalone della Città dei Papi, con la Polizia Municipale ed il Vice Commissario Prefettizio dr Marcello Zottola.
Condividi
Leggi tutto...
un_lasapienza_roma

universitacassino_fr

150 anni unita_italia

stato maggiore difesa_italiana

stato maggiore della difesa

ordinariato Militare_Italia

ordine_costantiniano

unifil

operaPadrePio

 

istituto

la Nostra Sede

L'Accademia Bonifaciana, ha sede presso il palazzo di Bonifacio VIII di Anagni, da tre secoli custodito dalle Suore Cistercensi della Carità, venne edificato nel XII secolo e in origine appartenne alla famiglia dei Conti. Fu abitato da Papa Gregorio IX (Ugolino Conti) che il pri­mo settembre 1230 vi ospitò Federico II...  Leggi articolo

Copyright © 2017. www.accademiabonifaciana.eu. Designed by A. Raggi

Box

Registrati

*
*
*
*
*

Fields marked with an asterisk (*) are required.