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SALUTO DEL COMM. DOTT. SANTE DE ANGELIS RETTORE PRESIDENTE DELL’ACCADEMIA BONIFACIANA PER LA GIORNATA DI STUDIO “L’APPLICAZIONE FEDELE DELLA LEZIONE CONCILIARE” IN ONORE DI S.E. REV.MA MONS. CATALDO NARO PDF Stampa E-mail

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Eminenze Reverendissime,
Eccellenze Reverendissime,
Accademici tutti della Bonifaciana,
Carissimo amico e prof. don Massimo Naro,
Gentili autorità,
quale Rettore Presidente dell’Accademia Bonifaciana, voglio porgervi il mio affettuoso e deferente saluto per la vostra numerosa partecipazione a questa giornata di studio «L’applicazione fedele della lezione conciliare»: una riflessione nel decennale della morte di mons. Cataldo Naro, a partire dal suo libro: La posta in gioco è alta. Rinnovamento spirituale e riforma pastorale, edito dal Centro Studi Cammarata - Edizioni Sciascia 2016.

Mons. Aldo Naro, lo vidi – purtroppo – solo una volta in visita agli alunni del Seminario di Caltanissetta che erano in vacanza ad Anagni. Ero adolescente, giovane studente, avevo appena iniziato le superiori e frequentando in quel periodo la Cattedrale e il Seminario Minore – anche perché il periodo era quello delle feste patronali di San Magno - mi feci tutti amici quelli che oggi sono gran parte sacerdoti nella diocesi nissena oppure, che poi discernendo bene la propria vocazione sono professionisti validi e padri di famiglia. Don Aldo, me lo presentò il rettore padre Giovanni Speciale, con cui avevo molto legato, davvero un uomo di Dio, una persona amabile, l’incontro fu proprio davanti all’ingresso del Seminario, molto fugace ma simpatico, mi disse: “Ti presento don Aldo Naro, il fratello di Massimo… Massimo promette bene, ma lui è davvero tra i più bravi sacerdoti e professori che abbiamo a Caltanissetta… farà strada! Dopo diversi anni, dieci anni fa il 31 gennaio 2007, incontrai don Massimo, ormai sacerdote, già ottimo docente e teologo a Bruxelles presso il Parlamento Europeo – noi come Bonifaciana, avevamo la premiazione del Vice Presidente del Partito Popolare Europeo On. Antonio Tajani – da poco più di una settimana eletto Presidente del Parlamento Europeo, a cui facciamo gli auguri più sinceri per un proficuo lavoro per il bene di tutta l’Europa – e don Massimo era li come organizzatore e critico di una mostra d’arte. Li seppi del fratello mons. Naro, Arcivescovo di Monreale, che da qualche mese aveva lasciato questo mondo… poi negli anni avvenire e grazie alle numerose visite effettuate a Caltanissetta e a San Cataldo, ho avuto modo di leggere parecchi scritti di mons. Aldo o libri in suo onore e visitare il Centro Studi “Cammarata” e così mi sono appassionato sempre più alla sua figura di grande uomo di cultura, al teologo, al professore e al Vescovo oltre naturalmente che al fratello del mio amico Massimo, che ha ereditato grazie a Dio tutte le qualità che in vita aveva il compianto don Aldo. Ha tanto lavorato, gioito e sofferto, Mons. Naro, nella sua vita e nel suo ministero pastorale. La sua morte improvvisa e prematura è stata una gravissima perdita per la Chiesa di Monreale, per le Chiese di Sicilia e d'Italia, per il mondo della cultura, per tutta la società siciliana, della quale, come pochi, conosceva le luci e le ombre e alla quale offriva il prezioso apporto delle sue acute intuizioni per promuoverne le luci e per debellarne le ombre, soprattutto quelle più oscure della mafia, esortando al rispetto della legalità e all'attuazione della giustizia sociale. Mi si vorrà consentire pertanto che proprio con l’intendimento di commemorarlo, richiami qui il ricordo che volle fare di lui il Presidente della Cei, Card. Camillo Ruini – oggi relatore unico di questa nostra giornata di studio e che ringrazio a nome di tutti i presenti e di don Massimo, per la sua presenza - nel suo discorso conclusivo al Convegno di Verona. “Vorrei ricordare con voi un nostro fratello, l’Arcivescovo di Monreale Mons. Cataldo Naro – disse Sua Eminenza - che abbiamo molto amato ed ammirato e che ha collaborato con straordinaria partecipazione, intelligenza ed apertura di cuore, in qualità di Vice Presidente del Comitato preparatorio, all’ideazione ed alla progressiva realizzazione del Convegno. Per molti di noi egli è stato un amico personale, per tutti, un esempio e un testimone d’amore alla Chiesa e di una cultura compenetrata dal Vangelo. Lo sentiamo vivo e presente in mezzo a noi, nel mistero del Dio che si è fatto nostro fratello, per il quale Mons. Naro ha speso la vita”. Concludo, infatti, che a Mons. Cataldo Naro, ben si addicono le parole che il Servo di Dio papa Luciani, Giovanni Paolo I, il 27 agosto 1978 disse del suo predecessore il Beato Paolo VI: “…ha mostrato come si ama, come si serve e come si lavora e si patisce per la Chiesa di Cristo”.
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