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GRANDE SUCCESSO PER LA XV EDIZIONE DEL PREMIO BONIFACIO VIII, CON L’APERTURA DELL’ANNO ACCADEMICO DELLA BONIFACIANA PDF Stampa E-mail

ACCADEMIA_BONIFACIANA_2018_680DE ANGELIS: “E ora tocca noi continuare secondo le sfide di questi tempi, con coraggio, con amore alla Chiesa e ai fratelli, specialmente i più bisognosi, con generosità ed inventiva, fermi nella fede come il primo dei nostri insigniti: San Giovanni Paolo II”

Una Sala della Ragione del Comune di Anagni gremita fino all’inverosimile ed una città blindata, lo scorso 28 ottobre presso il Palazzo Comunale della Città dei papi, per la cerimonia inaugurale dell’anno accademico 2017-2018 e per la XV edizione del Premio Bonifacio VIII, ideato dall’ Accademia Bonifaciana nel 2003, il cui primo esemplare fu consegnato a San Giovanni Paolo II. Una cerimonia, coordinata come sempre in modo eccepibile dal Senatore Accademico Cavaliere Professore Gaetano D’Onofrio, che ha visto personalità del mondo della Chiesa, della diplomazia, delle istituzioni civili, politiche e militari alternarsi a ritirare la famosa scultura bronzea del maestro Egidio Ambrosetti. A fare gli onori di casa, il Rettore Presidente dell’Accademia Bonifaciana Commendatore Dottor Sante De Angelis, il Presidente del Comitato Scientifico S.E. monsignor Franco Croci ed Consigliere Comunale Delegato Elvio Giovannelli Protani. Tra gli ospiti d’onore ed insigniti il Card. Ernest Simoni, presbitero albanese e Diacono titolare di Santa Maria della Scala, arrivato nel pomeriggio nella Città dei Papi, accolto prima nella sede di rappresentanza dell’Accademia per la firma e la dedica nel registro. “Considerato un nemico del popolo ai tempi della dittatura comunista di Enver Hoxha, è stato arrestato nella notte di Natale del 1963 – ha detto il presidente De Angelis, presentando il Cardinale Simoni e la motivazione del Premio Bonifacio - mentre celebrava la messa a Barbullush, e confinato in una cella d’isolamento con una condanna a diciotto anni. Ai suoi compagni di prigionia gli aguzzini hanno ordinato di registrare la sua “prevedibile rabbia” contro il regime, ma dalla bocca del sacerdote sono uscite sempre e solo parole di perdono e di preghiera. È arrivata puntuale anche la condanna a morte, ma la sua pena è stata commutata in venticinque anni di lavori forzati nelle gallerie buie delle miniere di Spac e poi nelle fogne di Scutari. Anche in questa drammatica situazione non ha perso la fede e non ha mai interrotto il suo ministero sacerdotale. È persino riuscito a celebrare ogni giorno di nascosto la messa e ha confessato gli altri carcerati, divenendo padre spirituale di alcuni di loro e distribuendo anche la comunione, con un’ostia cotta di nascosto su piccoli fornelli, mentre per il vino ha fatto ricorso al succo dei chicchi d’uva. È stato definitivamente liberato il 5 settembre 1990. Appena fuori dal carcere, ha confermato il perdono ai suoi aguzzini”. “La mia nomina cardinalizia - ha tenuto a precisare Sua Eminenza - è un riconoscimento per tutti i martiri e i cattolici perseguitati nella sua terra”. “Secondo albanese a ricevere la porpora, il card. Simoni ha commosso il mondo e, in particolare, Papa Francesco quando, il 21 settembre 2014 – ha terminato il Rettore Presidente De Angelis - nella Cattedrale di Tirana, ha raccontato davanti al Pontefice le violenze e le vessazioni subite per ventisette anni durante la dittatura comunista. Un conferimento bonifaciano tra i più meritati in quindici anni di vita accademica, un maestro della fede e della coerenza!”. Il massimo conferimento accademico, oltre al Principe della Chiesa, per quanto concerne il mondo religioso è andato a S.E. Mons. Mario Russotto, Vescovo della Diocesi di Caltanissetta, a S.E. Mons. Fabio Fabene, Sottosegretario del Sinodo dei Vescovi e a Dom Eugenio Romagnuolo, Abate Preside della Congregazione Cistercense di Casamari. Per la diplomazia agli Ambasciatori Antonio Morabito e all’argentino Eduardo Valdes. Per la magistratura S.E. la Dottoressa Maria Rosaria Covelli, Presidente del Tribunale di Viterbo. Per le Istituzioni il Generale Ispettore Domenico Abbenante, Capo del Servizio Sanitario dell’Aeronautica Militare, il Contrammiraglio Placido Torresi, Comandante delle Forze Aeree, Capo Reparto Aeromobili dello Stato Maggiore Marina, il Generale di Brigata Gabriele Toscani De Col, Comandante della Scuola Sottufficiali dell’Esercito ed il Generale di Divisione Gaetano Zauner, Capo di Stato Maggiore del Centro Operativo di Vertice Interforze. L’Accademia, ha assegnato poi anche alcuni "Nazionali", nella seconda parte della cerimonia che si è svolta sempre presso la Sala della Ragione del Comune di Anagni. Per il settore Istituzionale (civile, religioso e militare): il Vice Prefetto Dottor Vincenzo Rossi, Coordinatore delle attività didattiche, di studio e statistica della Direzione Centrale Risorse Umane, dipartimento politiche del personale, Ministero dell’Interno; don Edmer Eronga, Parroco della Comunità di Picinisco; il signor Marco Scappaticci, Sindaco del Comune di Picinisco; il T. Col. Dott. Angelo Silvestri, Capo della Sezione Disciplina e Contenzioso della Legione Carabinieri Lazio – Roma; il Cap. Camillo Giovanni Meo, Comandante della Compagnia Carabinieri di Anagni; il Cap. Vincenzo Speranza, Direttore Organismi di Protezione Speciale della Base Logistica di Ischia; Cap. Dott. Giovanni Piscopo, Comandante della Compagnia Carabinieri di Martina Franca (TA); il Cap. di Fregata Rosario Meo, Ufficio Legislativo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; il Cav. Ten. Antonello Bencivenga, Ufficiale del Corpo Sanitario e Membro del M2JTC; il Ten. Dott. Roberto Necci, Istruttore Direttivo del Comando di Polizia Locale del Comune di Anagni; per il sociale: la Dott.ssa Lorena Martini, Capo Dipartimento delle Professioni Sanitarie dell’Asl di Frosinone; il Cav. Nicola Meo, Presidente Generale Primaria Associazione Cattolica Artistica-Operaia. Un particolare occhio di riguardo, il Comitato Scientifico, presieduto da monsignor Croci, ha voluto riservarlo quest’anno al campo medico, infatti, hanno ritirato la scultura “nazionale” anche il Prof. Dott. Daniele Palumbo, Università Cattolica del Sacro Cuore “Gemelli” di Roma; il Dott. Sergio Valeri, Università Campus Bio Medico di Roma e l’Accademia di Medicina Osteopatica “Alessandro IV” di Castel Madama. Ha ritirato il conferimento il fondatore e Direttore Scientifico Cav. Prof. Don Gaetano Maria Saccà, il Segretario Generale Prof. Giuseppe Callori ed il Presidente Prof. Francesco Manti. Sono state ratificate con la consegna della pergamena anche diverse nomine interne della Bonifaciana, infatti, erano presenti molti appartenenti a partire dai senatori accademici, ai delegati territoriali e di settore dell’Accademia, diversi componenti del Comitato Scientifico giunti anche dall’estero e da tutte le Regioni d’Italia. Ha reso gli onori la Fanfara Associazione Nazionale dei Bersaglieri di Valmotone. “Nel celebrare i 15 anni dell' istituzione dell’Accademia Bonifaciana e del premio Bonifacio VIII, penso ad uno scrigno pieno di preziosi: i fatti della nostra storia, le bellezze interiori e le testimonianze delle persone che da quindici anni sono passate su questo palco, o nella nostra sede, o nei luoghi che abbiamo visitato, la carità che si è vissuta, le belle tradizioni che hanno accompagnato e nutrito la fede del popolo della Bonifaciana, sparsa ormai in tutta Italia e all’estero, i nomi, un volto, le voci, le persone. Persone, che purtroppo, ora non sono più con noi fisicamente. Persone che hanno contribuito – come ha voluto rimarcare il Fondatore e Rettore Presidente De Angelis - a fare della nostra Istituzione un pezzo del Regno di Dio, magari piccolo, certamente non perfetto, ma pur sempre bello. E ora tocca noi continuare secondo le sfide di questi tempi, con coraggio, con amore alla Chiesa e ai fratelli, specialmente i più bisognosi, con generosità ed inventiva, fermi nella fede come il primo dei nostri insigniti: San Giovanni Paolo II, certi che la provvidenza di Dio non ci abbandona mai, come ci ha insegnato e testimoniato il nostro Papa Bonifacio VIII, del quale questa mia nobile città conserva viva la memoria”.

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L'Accademia Bonifaciana, ha sede presso il palazzo di Bonifacio VIII di Anagni, da tre secoli custodito dalle Suore Cistercensi della Carità, venne edificato nel XII secolo e in origine appartenne alla famiglia dei Conti. Fu abitato da Papa Gregorio IX (Ugolino Conti) che il pri­mo settembre 1230 vi ospitò Federico II...  Leggi articolo

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